Coppie di fatto: quali sono i diritti

  • Cosa prevede la Legge

    I conviventi di fatto, secondo la legge devono essere maggiorenni ed avere un legame affettivo stabile; non devono essere vincolati da legami di parentela, adozione, matrimonio, unione civile o affinità.
    Nel nostro Paese sono ormai moltissime le coppie che convivono, anche da diverso tempo, senza ufficializzare la loro unione.


    I diritti

    Alcuni dei diritti sottoelencati sono tipici dei conviventi di fatto, non delle coppie di fatto. Sono i seguenti: 

    1. diritto di vivere nella stessa casa, quindi nel caso in cui l’abitazione in cui è avvenuta la convivenza è di proprietà solo di uno dei due membri della coppia, con il finire della relazione, non si può buttar fuori casa l’altro improvvisamente;
    2. diritto di affidamento dei figli, ha le stesse procedure previste per separazione o il divorzio di una coppia unita dal vincolo del matrimonio;
    3. risarcimento del danno per violazione degli obblighi familiari, si verifica quando uno dei due membri della coppia non provvede ad un'adeguata assistenza materiale e morale del partner;
    4. diritto al subentro nel contratto di locazione, in questo caso si può far valere il proprio diritto quando la casa in cui è avvenuta la convivenza è in affitto, uno dei due conviventi decede e il partner sopravvissuto può subentrare nel contratto fino alla sua naturale scadenza;
    5. diritto a nominare il convivente di fatto tutore, curatore o amministratore di sostegno, nel caso in cui uno dei partner della coppia venga dichiarato interdetto e inabilitato;
    6. diritto al risarcimento del danno per decesso, nello specifico caso in cui uno delle due persone conviventi decede per atto illecito compiuto da terzi, l'altro partner ha la facoltà di chiedere il risarcimento;
    7. diritto reciproco di visita, assistenza e accesso alle informazioni personali in caso di malattia;
    8. diritti per extracomunitari, se il partner ha accanto una donna incinta, non può essere espulso;
    9. maltrattamenti in casa, anche nell'ambito delle convivenze di fatto, come succede nel matrimonio, il reato di maltrattamenti in famiglia è il reato penale.

    I diritti assenti

    Ci sono poi anche una serie di diritti e doveri che le coppie di fatto non sono tenute a rispettare, ad esempio:

    • il dovere alla fedeltà, che per la legge rimane un aspetto fondamentale solo per le coppie unite in matrimonio.
    • il diritto a ricevere l’assegno di mantenimento successivo alla separazione, che viene invece garantito nel caso di matrimonio.
    • il diritto a godere dell’eredità del proprio partner, in caso di morte. L'unico modo per essere erede legittimo è essere nominati nel testamento. Il partner non potrà comunque ricevere tutta l’eredità, in quanto per legge il patrimonio spetta di diritto ai familiari più stretti.
    • diritto successorio, infatti una coppia di fatto non può vivere in regime di comunione dei beni; si può però decidere di utilizzare un contratto di vendita o di donazione per riuscire così a trasferire i proprio beni o diritti all'altra persona.
    • pensione di reversibilità, non si ha alcun diritto sulla rivendicazione, in caso di morte del convivente.

    

​Diritti delle coppie registrate

Di seguito elencate le differenze nei diritti, per le coppie che hanno firmato la registrazione con un atto di convivenza, presso il proprio Comune:

• essere ammesso ai colloqui in carcere con il partner detenuto;
• visitare, assistere e avere accesso alle informazioni personali in caso di ricovero o di malattia del convivente in ospedali o strutture protette pubbliche, private o convenzionate;
• essere indicato in forma scritta come rappresentante del partner, prima che questo diventi incapace di intendere e volere, per le decisioni da prendere in materia di salute (interventi, terapie, ecc.), per la donazione di organi, per le decisioni in materia di trattamento della salma, di disposizioni funerarie;
• abitare nella casa di comune residenza dopo la morte del convivente per un minimo di due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza, se superiore a due anni, fino ad un massimo di cinque anni (se ci sono figli minori o disabili del convivente superstite, il diritto di abitare nella casa comune spetta per non meno di tre anni);
succedere al partner defunto come inquilino nel contratto di locazione in corso relativo alla casa di comune residenza;
• godere del titolo di preferenza per “nucleo familiare” nelle graduatorie per ottenere alloggi di edilizia popolare;
• partecipare agli utili dell’impresa familiare se il convivente vi presta stabilmente la sua opera;
• godere del risarcimento del danno per la morte del partner causata da un fatto illecito di un terzo soggetto;
• chiedere gli alimenti se cessa la relazione con il partner di fatto, se l’ex convivente si trova in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento (durata ed ammontare degli alimenti sono stabiliti dal giudice).

In conclusione


Rimane il fatto che le coppie di fatto siano in crescita, anche se non esiste ancora un piano di norme e tutele che le riguardi nello specifico. Sarebbe necessaria una riflessione in merito, considerando le problematiche dell'attuale società. Nel resto d'Europa, ci sono Stati con maggiori divieti o con maggiori diritti. Bisognerebbe valutare la situazione con un ottica più aperta e considerare questa tipologia di unione, una realtà a tutti gli effetti, regolamentata quindi da specifiche norme, diritti e divieti.





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